Urban Lines


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sinossi del video Urban Lines, 16:9 HD, 17:56 min, 2008  
musiche originali Gianpaolo Cappelli, esecuted by Gianpaolo Cappelli & Car_Ma (Carlo Torrini and Maso Ricci)
StudioArteFuoriCentro, Roma 2008, a cura di Ivana d'Agostino
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Urban Lines, pur non avendo una trama e non raccontando una storia, ha un senso, uno sviluppo di significati determinati dalla potenza espressiva delle immagini e dei suoni. Si propone di rappresentare un percorso, un cammino interiore partendo dalla dimensione concreta del viaggio. Gli spazi di una grande e lontana metropoli contemporanea, i grattacieli e le strade affollate da masse di persone in caotico movimento, progressivamente perdono i loro tratti concreti per trasformarsi nello spazio interiore della fantasia dove nascono le creazioni artistiche. Questa avvenuta trasformazione conduce ad una nuova visione e ad un rinnovato rapporto con la dimensione collettiva e sociale dell’essere rappresentata per antonomasia dalla città.

Il video inizia con delle riprese dall’interno di un treno in movimento della metropolitana di New York e termina con una panoramica su Roma. Nel passaggio tra queste due diverse realtà urbane si determina lo sviluppo dell’opera. Il nucleo generatore è costituito da immagini create digitalmente di grovigli di fili colorati da cui scaturiscono forme in movimento sempre mutevoli come a rappresentare il movimento rapido del pensiero ed il formarsi delle idee. Un pensiero che sembra non cessare mai come suggeriscono queste sequenze d’immagini che si alternano, si sovrappongono e scorrono parallele a quelle elaborate e deformate della città di New York, a quelle appena percepibili della città medievale di Siena nonché a quelle della Terra colta nel suo movimento rotatorio che allude non solo alla dimensione del viaggio e della scoperta ma anche a quella cosmopolita della metropoli. Si trasformano infine nelle sequenze create dall’elaborazione di opere artistiche scultoree e pittoriche le cui forme, perdendo gradualmente ogni consistenza materica, diventano macchie rarefatte di colore senza contorni.

La parte finale del video apre con una sorta di risveglio su New York: l’apertura degli occhi sulla realtà, la separazione dal mondo muto, indefinito ed incerto della fantasia. Una progressione veloce d’immagini, una sequenza in movimento finalmente lineare come sospinto in avanti, una figura maschile che corre conducono ad una lenta panoramica su Roma, dapprima oscura e nebulosa, via via più chiara. Nonostante il riferimento a tre realtà urbane a tratti identificabili, Urban Lines è un’opera che non vuole essere auto-referenziale e che aspira ad una dimensione e a dei contenuti universali attraverso la rappresentazione del mondo interiore delle immagini.

Il carattere non figurativo e non realistico viene sottolineato anche dalla musica, elemento integrante di questo video per il quale è stata appositamente realizzata. Suoni ed immagini non descrivono  ma suscitano, provocano emozioni ed affetti distaccandosi così da una struttura di tipo naturalistico ma anche da una concettuale che nega ogni intenzionalità comunicativa ed espressiva alla creazione artistica. Sia il materiale acustico che visivo, finemente elaborato, filtrato mira infatti a raggiungere una forma che, pur senza lasciare niente al caso, non è rigidamente o aprioristicamente determinata ma al contrario realizzata all’interno di un processo creativo.
Le partiture musicali, che nella parte iniziale del video si susseguono e s’integrano ai rumori delle strade e della metropolitana, non sono mai semplice accompagnamento o trascrizione sonora delle dinamiche che si succedono nelle varie sequenze visive. Esse vengono piuttosto interpretate musicalmente attraverso una costruzione di suoni che è invenzione e creazione autonoma.
La forza comunicativa ed evocativa delle immagini viene amplificata dai suoni che a loro volta si definiscono nella compenetrazione con forme e colori in movimento. Immagini e suoni, attraverso il loro specifico linguaggio, riescono a stabilire una peculiare dinamica di rapporto potenziandosi ed esaltandosi a vicenda fino a raggiungere picchi di notevole intensità emotiva.
Siena, Agosto 2008